Le zecche, appartenenti alla classe degli aracnidi, sono dei parassiti che si caratterizzano per il corpo appiattito, di forma ovale, le dimensioni ridotte, di pochi millimetri, e la presenza di otto zampette tozze dotate di uncini. Nello specifico, lo scopo di questi uncini è quello di potersi aggrappare al pelo degli animali, nonché, occasionalmente, agli esseri umani, cui succhiare il sangue attraverso il loro rostro foggiato ad arpione, cioè l’apparato boccale. Tale attitudine è, però, prerogativa degli esemplari femmina, in grado di aumentare di parecchio il loro volume in seguito ai pasti abbondanti, mentre le zecche maschio si nutrono semplicemente della linfa delle piante.
Sul territorio italiano troviamo, principalemente, due famiglie di zecche, cioè le Ixodidae, dette zecche dure, dotate di uno scudo duro sul dorso, parassiti in grado di trasmettere patologie come la TBE, l’encefalite virale e la borreliosi, e le Argasidae, dette zecche molli, sprovviste di scudo dorsale, infestanti capaci di veicolare la febbre Q.
Per quanto riguarda la frequenza nell’alimentarsi, le zecche dure (Ixodidi) si cibano per giorni, mentre, quelle molli (Argasidi) per diverse ore. Questi parassiti esprimono la massima attività nelle stagioni più calde, precisamente, fra la seconda metà della primavera e l’inizio dell’autunno.
Gli stadi di sviluppo delle zecche, che si possono verificare su un solo mammifero o su più animali, sono: uovo, larva, ninfa e adulto. Al riguardo, il ciclo vitale delle zecche è piuttosto semplice, infatti l’esemplare femmina si limita a depositare le uova nel terreno; da queste ultime nascono poi delle larve che presentano solo sei zampette. In seguito, tali larve, dopo aver succhiato la quantità necessaria di sangue, si trasformano in ninfe che presentano otto zampe ma non hanno ancora l’apertura genitale e le stesse dimensioni degli adulti. Le ninfe, a loro volta, si trasformeranno in esemplari adulti, di sesso maschile o femminile, ovviamente dopo essersi nutrite a sufficienza di altro sangue.
Le zecche vivono, di norma, nella vegetazione fitta, sia erbosa che arbustiva, preferibilmente in zone con clima fresco e umido ma sopravvivono anche in habitat con poca vegetazione e clima caldo, per esempio, nella sabbia sulla spiaggia. In ambienti chiusi le possiamo trovare nelle cucce degli animali domestici, nelle lettiere dei gatti, negli allevamenti di animali e nei luoghi dove si annidano abitualmente i volatili, come i balconi, i nidi, i tetti e le zone rurali. Le zecche si appostano agli estremi delle piante attendendo il passaggio degli incauti mammiferi o volatili.